Chi comincia a cercare una sistemazione per un genitore scrive spesso su Google «ospizio per anziani». È normale: è la parola che abbiamo sentito usare dai nostri nonni. Poi, però, quasi tutti si fermano un attimo, perché quella parola porta con sé un’immagine precisa: cameroni, corridoi lunghi, persone sole. E nessuno vuole immaginare lì la propria madre o il proprio padre.
La buona notizia è che quell’immagine appartiene al passato. Gli ospizi, oggi, non esistono più. Esiste ancora il bisogno a cui rispondevano, ma le risposte sono cambiate del tutto.
Da dove viene la parola «ospizio»
«Ospizio» deriva dal latino hospitium, ospitalità. In origine indicava i luoghi che accoglievano pellegrini e viandanti. Tra Ottocento e Novecento il termine è passato a indicare i ricoveri per gli anziani poveri e senza famiglia: grandi istituti, spesso di beneficenza, dove si garantivano un letto e un pasto, e poco altro. Non si sceglieva di andarci: ci si finiva.
È da lì che nasce il peso di questa parola. «Finire all’ospizio» voleva dire essere rimasti soli. Per questo oggi molte famiglie la vivono come offensiva, e per questo nessuna struttura seria si definisce così.
Ospizio e hospice non sono la stessa cosa
Le due parole si somigliano e capita di confonderle. L’hospice è una struttura sanitaria dedicata alle cure palliative, dove si accompagna con dignità chi ha una malattia in fase terminale. Non ha nulla a che vedere con la residenza per anziani: è un’altra realtà, con altre finalità e altro personale.
Cosa c’è oggi al posto dell’ospizio
Nel Lazio la legge non parla di ospizi, ma di strutture diverse tra loro per dimensioni e per tipo di assistenza:
- Casa famiglia per anziani: una vera abitazione, con al massimo 6 ospiti.
- Comunità alloggio: una struttura di piccole dimensioni, spesso una villa, che può accogliere fino a 18 ospiti, con assistenza alla persona giorno e notte e vita in comune.
- Casa di riposo: struttura più grande, con lo stesso tipo di assistenza delle comunità alloggio, ma che può arrivare fino a 80 ospiti.
- RSA (Residenza Sanitaria Assistita): struttura sanitaria, per chi ha bisogno di cure mediche e infermieristiche continuative.
La differenza più importante è tra le prime tre e l’ultima. Casa famiglia, comunità alloggio e casa di riposo sono strutture assistenziali: aiutano la persona nella vita di ogni giorno. La RSA è una struttura sanitaria: serve quando le condizioni di salute richiedono la presenza costante di medici e infermieri. Ne parliamo in dettaglio nell’articolo sulle differenze tra casa di riposo, RSA e casa famiglia.
Cosa è cambiato davvero
Non è cambiato soltanto il nome. È cambiata l’idea di fondo: l’ospizio custodiva, una buona struttura di oggi fa vivere. In concreto, vale la pena guardare a queste cose:
- Quante persone ci abitano. Quando la struttura non è grande ci si conosce tutti per nome, si mangia alla stessa tavola, ci si accorge subito se qualcuno oggi è giù di morale. In cento è un’altra cosa.
- Chi decide gli orari. Alzarsi e andare a dormire quando si vuole sembra un dettaglio, ma è la differenza tra una casa e un reparto.
- Se la famiglia può entrare quando vuole. Una struttura che non ha nulla da nascondere non ha bisogno di orari di visita.
- Se la persona ha potuto scegliere. Nessuno dovrebbe «essere messo» da qualche parte. L’anziano deve poter vedere il posto, conoscere chi ci lavora e chi ci abita, e dire la sua.
Come lo viviamo a Villa Romana
Villa Romana è una comunità alloggio per anziani sul lungomare di Marina di Ardea, a sud di Roma. Accogliamo al massimo dodici ospiti, seguiti giorno e notte da operatori socio-sanitari. Non siamo una struttura sanitaria e lo diciamo con chiarezza, ma questo non significa lasciare le famiglie da sole. Chi arriva da noi mantiene il proprio medico di base; quando però il medico è lontano e non può venire a visitare, aiutiamo la famiglia a passare a un medico di zona di nostra fiducia, che segue tutti i nostri ospiti con visite programmate e ogni volta che serve. Non occorre cambiare residenza, e da quel momento a ricette e farmaci pensiamo noi. Prestazioni infermieristiche, visite specialistiche e fisioterapia vengono attivate, quando necessarie, attraverso i servizi sanitari della ASL del territorio.
I familiari dei nostri ospiti vengono quando vogliono, anche solo per un caffè dopo il lavoro. Non ci sono sveglie uguali per tutti né ritmi da ospedale. E a chi ci contatta diciamo sempre la stessa cosa: non ci si sposa senza conoscersi. Venite a trovarci, portate vostro padre o vostra madre, fermatevi un po'. Deve essere lui, o lei, a sentire che qui può continuare a vivere. È la serenità del genitore che dà serenità ai figli, non il contrario.
Se la parola che avevate in mente era «ospizio», speriamo di avervi aiutato a sostituirla con un’idea diversa. Per conoscerci, Via Lungomare dei Greci 38, Marina di Ardea.