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Villa RomanaAlloggio Anziani

Venite con i vostri cari a visitare la Casa di Riposo Villa Romana,
la nostra famiglia sarà pure la vostra.

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Villa Romana, Marina di Ardea
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Casa famiglia per anziani: come si vive, davvero, in una struttura piccola

«Cerco una casa famiglia per mia madre»: è una delle frasi che sentiamo più spesso al telefono. Chi la dice, di solito, non ha in mente una definizione di legge. Ha in mente un’idea: un posto piccolo, dove sua madre non sia un numero di stanza, dove qualcuno sappia come prende il caffè.

È un’idea giusta. Vale però la pena capire cosa c’è dietro la parola, e soprattutto cosa cambia, nella vita di ogni giorno, tra una struttura piccola e una grande.

Cosa dice la legge, in due righe

Nel Lazio la casa famiglia in senso stretto è una struttura di tipo familiare, in una normale abitazione, che può accogliere fino a sei persone. Il gradino subito sopra è la comunità alloggio, che può arrivare a diciotto ospiti. Poi vengono le case di riposo, fino a ottanta.

Villa Romana, per la precisione, è una comunità alloggio: accogliamo al massimo dodici ospiti. Lo diciamo con chiarezza perché le parole contano. Ma chi ci viene a trovare ci dice quasi sempre la stessa cosa: «sembra una casa». Ed è quello a cui teniamo. Se volete approfondire le differenze tra le varie strutture, ne parliamo in questo articolo.

Cosa cambia quando si è in pochi

  • Ci si conosce per nome, tutti. Ospiti, operatori, familiari. Dopo una settimana chi lavora qui sa chi vuole il latte tiepido e chi la mattina ha bisogno di mezz’ora di silenzio.
  • Non servono orari da reparto. In una struttura grande l’organizzazione impone sveglia, pasti e riposo uguali per tutti. In dodici non ce n’è bisogno: ci si alza quando ci si sveglia e si va a dormire quando si ha sonno, come a casa.
  • Si mangia alla stessa tavola. La cucina è interna, si cucina ogni giorno e l’odore del sugo arriva in sala prima del pranzo. Sembra un dettaglio, ma l’appetito di una persona anziana comincia dal naso.
  • Ci si accorge subito se qualcosa non va. Quando si è in pochi, un ospite più silenzioso del solito si nota a colazione, non dopo tre giorni.
  • I familiari sono di casa. Entrano quando vogliono, si siedono, prendono un caffè, conoscono gli altri ospiti. Viviamo i nonni come fossero i nostri nonni, e finisce che anche i figli si sentono un po' in famiglia.

Una giornata qualunque

Non esiste una giornata tipo con gli orari appesi al muro, ed è proprio questo il punto. Ma il ritmo, più o meno, è quello di una casa.

La mattina ognuno si alza con i suoi tempi. Gli operatori aiutano chi ne ha bisogno a lavarsi e a vestirsi, lasciando fare da solo chi ci riesce. Dopo colazione c’è chi esce in terrazza a guardare il mare, chi legge il giornale, chi fa due passi sostenuto da un operatore: muoversi un po' ogni giorno, da noi, è una regola per tutti.

Il pranzo è il centro della giornata, poi c’è chi riposa e chi preferisce restare in sala a chiacchierare. Il pomeriggio cambia secondo i giorni: una volta a settimana vengono i fisioterapisti per la ginnastica, una volta l’educatrice con i lavori manuali, spesso passa qualche familiare, e quando il tempo lo permette si esce tutti insieme verso il bar dello stabilimento di fronte. Ogni tanto c’è un compleanno da festeggiare in terrazza.

La sera si cena, si guarda un po' di televisione insieme o ci si ritira in camera. Nessuno spegne la luce a comando.

I limiti, detti con sincerità

Una struttura piccola non è la scelta giusta per tutti, ed è meglio saperlo prima.

Non è una struttura sanitaria: chi ha bisogno di medici e infermieri presenti tutto il giorno ha bisogno di una RSA. Non ha i servizi di un grande complesso, come la palestra attrezzata o un calendario fitto di attività organizzate. E avendo pochi posti non sempre c’è disponibilità, soprattutto per i soggiorni brevi, che non possiamo programmare con mesi di anticipo.

In cambio offre una cosa che le strutture grandi, per quanto ben organizzate, fanno fatica a dare: la sensazione di vivere in una casa e non in un istituto.

Come capire se è il posto giusto

L’unico modo è venirci. Portate vostro padre o vostra madre, restate a pranzo se vi va, guardate come si parlano ospiti e operatori. Da noi si dice che non ci si sposa senza conoscersi: deve essere lui, o lei, a dire io voglio continuare a vivere qui.

Dove siamo

Da dove arrivano le famiglie

Marina di Ardea è a circa un quarto d’ora da Torvaianica, venti minuti da Pomezia e quaranta dall’EUR e da Ostia.

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