«Sua madre è autosufficiente?» È una delle prime domande che una famiglia si sente fare quando comincia a cercare una struttura. E spesso la risposta è un «dipende»: si veste da sola ma non si lava, cammina ma è caduta due volte, sta bene ma dimentica le medicine.
Quel «dipende» è la risposta più onesta. L’autosufficienza non è un interruttore acceso o spento: è una scala, e capire a che punto si trova il proprio genitore è il primo passo per scegliere il posto giusto.
Come ragioniamo noi a Villa Romana
La nostra è una comunità alloggio: una struttura assistenziale, non sanitaria, con al massimo dodici ospiti.
L’assistenza fisica, per noi, non è un problema. Aiutare una persona a lavarsi, vestirsi, mangiare, muoversi, anche quando è in carrozzina, è il nostro lavoro di ogni giorno.
Quello che chiediamo è un’altra cosa: che la persona conservi la capacità di stare con gli altri. Non lo chiediamo per comodità nostra, ma per lei. La vita qui è fatta di tavola condivisa, chiacchiere in terrazza, feste di compleanno: chi riesce ancora a partecipare, anche poco, qui sta bene.
Per questo ci sono situazioni in cui siamo i primi a dire «non siamo il posto giusto»: una demenza in fase avanzata, il bisogno di infermieri per tutta la giornata. Dirlo subito è una forma di rispetto, verso l’anziano e verso la famiglia.
Cosa significano, in pratica, queste parole
Per capirlo si guarda alle attività di tutti i giorni: lavarsi, vestirsi, mangiare, andare in bagno, spostarsi dal letto alla sedia, camminare.
- Autosufficiente è chi fa tutto questo da solo, magari più lentamente di una volta.
- Parzialmente autosufficiente, o semi-autosufficiente, è chi ha bisogno di aiuto in alcune di queste attività: per la doccia, per vestirsi, per le scale, per ricordarsi le medicine.
- Non autosufficiente è chi ha bisogno di aiuto in tutte o quasi, in modo continuativo.
La valutazione ufficiale non la fa la famiglia e non la fa la struttura: la fa la ASL, attraverso un’équipe chiamata unità di valutazione multidimensionale, a cui si accede dal Punto Unico di Accesso del proprio distretto o tramite il medico di base.
Le due domande che contano davvero
L’etichetta, da sola, dice poco. Per scegliere una struttura servono due domande più precise.
La prima: il bisogno è di assistenza o di cure sanitarie? Aver bisogno di qualcuno che aiuti a lavarsi, vestirsi e muoversi è un bisogno assistenziale. Aver bisogno di medici e infermieri presenti per tutta la giornata è un bisogno sanitario. Sono due cose diverse, e portano a strutture diverse.
La seconda: la difficoltà è fisica o cognitiva? Una persona in carrozzina ma lucida e una persona che cammina benissimo ma ha una demenza avanzata sono entrambe «non autosufficienti» sulla carta. Nella vita di ogni giorno hanno bisogno di cose completamente diverse.
Quale struttura per quale situazione
- Chi è autosufficiente spesso non cerca assistenza, ma compagnia e sicurezza: non restare solo in casa, non cucinare più per uno, avere qualcuno vicino se succede qualcosa. Una struttura piccola può essere una buona risposta alla solitudine, prima ancora che alla salute.
- Chi è parzialmente autosufficiente trova la sua dimensione naturale in una comunità alloggio o in una casa di riposo: strutture assistenziali, con operatori presenti giorno e notte.
- Chi non è autosufficiente ma non ha bisogno di cure sanitarie continue è il caso più frequente, e quello su cui c’è più confusione. La nuova legge regionale del Lazio del 2026 lo prevede espressamente: anche le strutture assistenziali possono accogliere queste persone, dopo la valutazione della ASL, con le prestazioni sanitarie garantite dal territorio come avviene per l’assistenza a domicilio.
- Chi non è autosufficiente e ha bisogno di cure sanitarie continue ha bisogno di una RSA. È giusto dirlo con chiarezza: nessuna struttura assistenziale, per quanto accogliente, può sostituire medici e infermieri quando servono tutto il giorno.
Prima di decidere, conosciamoci
Nessuna etichetta sostituisce un incontro. Venite a trovarci con vostro padre o vostra madre: parlando con lui, o con lei, si capisce in mezz’ora più di quanto dica qualunque certificato. E se non siamo la soluzione adatta, vi aiutiamo volentieri a capire a chi rivolgervi.