Tutte le strutture per anziani promettono «assistenza eccellente». È una frase che non costa niente e che, da sola, non dice niente. A una famiglia servono risposte più concrete: chi starà accanto a mia madre alle tre di notte? Chi la aiuterà a lavarsi, a vestirsi, a mangiare? E che cosa, invece, quella persona non può fare?
In una comunità alloggio come la nostra la risposta ha un nome preciso: l’operatore socio-sanitario, l’OSS. Vale la pena capire bene chi è.
Chi è l’OSS
L’OSS è una figura professionale riconosciuta, con una qualifica che si ottiene dopo un corso regionale di circa mille ore tra teoria e tirocinio. Non è un infermiere e non è una badante: è la persona formata per assistere chi non è più del tutto autonomo nelle attività di ogni giorno, e per accorgersi quando qualcosa non va.
Detto questo, ci teniamo a precisare una cosa: OSS un po' si nasce. Sono tante le persone che studiano e prendono l’attestato per avere nuove opportunità di lavoro, ed è giusto così. Ma questo mestiere richiede qualità che nessun corso può dare: sapersi rapportare con una persona anziana con intelligenza, dolcezza e pazienza. È una dote che non hanno tutti, ed è la prima cosa che guardiamo quando scegliamo chi lavora con noi.
Cosa fa, in concreto, ogni giorno
- Aiuta nell’igiene e nella cura di sé. Lavarsi, vestirsi, pettinarsi, andare in bagno: con discrezione, e lasciando fare alla persona tutto quello che riesce ancora a fare da sola. Su questo apriamo una piccola parentesi: per gentilezza si tende spesso a fare tutto al posto dell’anziano, anche dove arriverebbe da solo. Niente di più sbagliato: così lo si aiuta soltanto a perdere l’autonomia.
- Segue i pasti. Aiuta chi ha difficoltà a mangiare, controlla che si beva abbastanza, si accorge se l’appetito cambia. Un consiglio per chi assiste un anziano a casa: al posto del bicchiere usate una bottiglietta da mezzo litro. A fine giornata saprete con certezza quanto ha bevuto. In genere si consiglia di arrivare a un litro e mezzo, due litri al giorno, salvo diversa indicazione del medico.
- Aiuta a muoversi. Alzarsi dal letto, sedersi, camminare, passare dalla carrozzina alla poltrona, in sicurezza. E, dove è possibile, usando la carrozzina il meno possibile: ogni passo fatto oggi è un passo che si saprà fare anche domani.
- Aiuta a prendere i farmaci giusti all’ora giusta, secondo le prescrizioni del medico.
- Osserva e segnala. È forse il compito più importante: l’OSS vede la persona tutti i giorni e nota per primo i piccoli cambiamenti, nell’umore, nel sonno, nell’equilibrio, nella pelle, da riferire al medico e alla famiglia.
- Fa compagnia. Una chiacchiera mentre si rifà il letto non è tempo perso: spesso è il momento migliore della mattina.
Cosa un OSS non fa
Un OSS non fa diagnosi, non decide terapie, non esegue prestazioni infermieristiche come iniezioni o medicazioni complesse. Per questo una comunità alloggio è una struttura assistenziale, non sanitaria: chi ha bisogno di medici e infermieri presenti tutto il giorno ha bisogno di una RSA, ed è giusto dirlo con chiarezza.
Questo non significa che la salute resti scoperta. Da noi ogni ospite è seguito da un medico di base che viene in struttura per visite programmate e ogni volta che serve, e le prestazioni infermieristiche, le visite specialistiche e la fisioterapia vengono attivate attraverso i servizi sanitari della ASL.
Come si riconosce una buona assistenza
Più che dagli aggettivi, si riconosce da alcune cose che ogni famiglia può verificare di persona:
- Quanti operatori ci sono, e per quanti ospiti. A Villa Romana ci sono sempre almeno due operatori per turno durante il giorno e uno di notte, per un massimo di dodici ospiti. In una casa piccola, ogni operatore conosce ogni ospite: le abitudini, i gusti, le giornate no.
- Se la persona viene aiutata o sostituita. Lo abbiamo detto sopra: fare tutto al posto dell’anziano è più veloce, ma gli toglie autonomia. Quando visitate una struttura, guardate se gli ospiti vengono lasciati fare, con i loro tempi.
- Se si lavora per mantenere il movimento. Da noi ogni giorno gli operatori stimolano gli ospiti a camminare, anche con un sostegno; chi è in carrozzina, quando è possibile, viene aiutato a stare in piedi per conservare la forza nelle gambe. Una volta a settimana vengono i fisioterapisti per la ginnastica, fatta per lo più da seduti. Ne parliamo nell’articolo sulla ginnastica nella terza età.
- Se la famiglia può vedere. Da noi i familiari entrano quando vogliono, senza orari di visita. È il modo più semplice per giudicare l’assistenza: guardarla mentre succede, in un giorno qualunque.
Il resto della giornata
L’assistenza non è solo cura del corpo. Nella nostra casa la cucina è interna, con pasti preparati ogni giorno, la lavanderia è interna, e ogni settimana un’educatrice propone lavori manuali e attività da fare insieme. Sono cose semplici, ma sono quelle che fanno sentire una persona a casa e non «ricoverata».
Venite a vedere come lavoriamo
Non vi chiediamo di crederci sulla parola. Venite a trovarci, fermatevi un’ora, guardate come gli operatori parlano con gli ospiti.