Quando si parla di ginnastica per anziani si pensa subito a qualcosa di impegnativo: palestre, attrezzi, tute da ginnastica. In realtà, a una certa età, l’obiettivo è molto più semplice e molto più importante: continuare ad alzarsi dalla sedia da soli, camminare fino alla finestra senza paura, infilarsi una giacca senza aiuto. È lì che si gioca l’autonomia, ed è lì che un po' di movimento quotidiano fa la differenza.
Perché fermarsi è il vero rischio
Con gli anni il corpo cambia: si perde massa muscolare, l’equilibrio si fa più incerto, le articolazioni si irrigidiscono. La reazione più naturale è muoversi meno, per prudenza. Ma è un circolo vizioso: meno ci si muove, più si perdono forza e sicurezza, e più aumenta il rischio di cadere. Le cadute sono tra le prime cause di perdita dell’autonomia negli anziani, e non a caso le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per gli over 65 insistono proprio sugli esercizi per l’equilibrio e per la forza, oltre che sul movimento in generale.
La buona notizia è che non serve molto. Bastano esercizi semplici, fatti con regolarità: sollevare le braccia, ruotare le spalle, distendere le gambe, alzarsi e sedersi qualche volta di seguito, fare qualche passo in più ogni giorno.
Si può fare anche da seduti
Molti pensano che chi cammina poco, o usa la carrozzina, sia escluso. Non è così. Gran parte della ginnastica dolce si fa da seduti: braccia, spalle, collo, mani, caviglie. Sono movimenti che mantengono la mobilità di chi li fa e, cosa non secondaria, fanno sentire parte del gruppo chi altrimenti resterebbe a guardare.
Insieme è un’altra cosa
La verità è che da soli, a casa, quasi nessuno fa ginnastica. Manca la voglia, manca qualcuno che dia il ritmo. In gruppo cambia tutto: ci si prende in giro, si conta ad alta voce, qualcuno sbaglia e si ride. Dieci minuti di esercizi diventano un momento della giornata che si aspetta, e il buonumore che ne viene fa bene quanto il movimento stesso.
Come lo facciamo a Villa Romana
Una volta a settimana vengono in struttura i fisioterapisti, che guidano una seduta di ginnastica pensata per i nostri ospiti. Gran parte degli esercizi si fa da seduti, così può partecipare anche chi cammina poco o usa la carrozzina. Siamo al massimo in dodici, e questo permette di seguire ciascuno secondo le sue possibilità.
Ma la ginnastica più importante è quella che non sembra ginnastica, e si fa tutti i giorni. È il lavoro dei nostri operatori: invogliare ogni ospite ad alzarsi, a fare il corridoio a piedi, ad arrivare fino al bagno con le proprie gambe, anche quando per farlo serve un braccio a cui appoggiarsi o qualcuno che cammini accanto. Sarebbe più veloce spingere una carrozzina. Ma ogni passo fatto oggi è un passo che si saprà ancora fare domani, e per questo i nostri OSS hanno la pazienza di aspettare, sostenere e incoraggiare.
Lo stesso vale per chi in carrozzina ci sta davvero. Quando le condizioni lo consentono, anche chi non cammina viene aiutato a mettersi in piedi, sostenuto dagli operatori, per qualche minuto al giorno. Sembra poco, ma stare in piedi fa lavorare i muscoli delle gambe e della schiena, mantiene la forza che serve per i passaggi dal letto alla sedia e, non meno importante, permette di guardare gli altri negli occhi alla stessa altezza.
È un’attenzione possibile solo dove gli ospiti sono pochi e gli operatori li conoscono uno per uno: sanno chi ha bisogno di essere spronato e chi di essere rassicurato, chi la mattina è più in forze e chi dopo pranzo. E quando il tempo lo permette, c’è il mare davanti: due passi all’aria aperta restano la ginnastica più piacevole che ci sia.
Una sola regola vale per tutti: è il medico di base, insieme al fisioterapista, a dire che cosa è adatto a ciascuno e che cosa è meglio evitare. Con problemi di cuore, di pressione o dopo una frattura, il movimento giusto è quello concordato con chi conosce la situazione clinica.
Un consiglio per chi ha un genitore ancora a casa
Se il vostro caro vive da solo, non serve iscriverlo a un corso. Una passeggiata insieme la domenica, qualche esercizio da seduti davanti alla televisione, le scale fatte con calma al posto dell’ascensore quando è possibile: sono piccole abitudini che tengono in allenamento il corpo e, spesso, anche l’umore.