C’è un momento che molte famiglie conoscono bene. La mamma, o il papà, vive ancora a casa sua, se la cava, non ha grossi problemi di salute. Eppure qualcosa è cambiato: esce meno, il telefono squilla meno, le giornate si somigliano tutte. Il televisore resta acceso dalla mattina alla sera, più per sentire una voce che per guardarlo.
Non è una malattia, ma non è nemmeno una cosa da poco. La solitudine negli anziani arriva piano: un coniuge che non c’è più, gli amici di sempre che si diradano, i figli che lavorano lontano, le gambe che non invogliano a uscire. Chi studia l’invecchiamento lo ripete da anni: l’isolamento prolungato si associa a un rischio maggiore di depressione e di declino cognitivo, oltre che a una salute fisica peggiore. Chi resta solo mangia peggio, si muove meno e perde interesse per le cose.
Non basta avere gente intorno
Ci si può sentire soli anche in una sala piena di persone, se nessuno sa chi sei. Quello che fa bene non è la folla: è essere conosciuti. Qualcuno che si ricorda come prendi il caffè, che si accorge se oggi sei più silenzioso del solito, che ha voglia di sentire per la terza volta la storia di quando lavoravi al porto.
Per questo le dimensioni di una struttura contano. Villa Romana accoglie al massimo dodici ospiti: abbastanza per avere sempre qualcuno con cui scambiare due parole, abbastanza pochi perché tutti si conoscano per nome, operatori compresi. I rapporti qui non vanno organizzati. Nascono da soli, a tavola, sotto il gazebo o l’ombrellone, davanti a una partita a carte.
Le giornate, in concreto
La socialità, da noi, è fatta soprattutto di cose piccole e quotidiane. Si mangia insieme, e il pranzo torna a essere un momento della giornata e non un’incombenza. Si sta all’aperto di fronte al mare, che è sempre un argomento di conversazione: il tempo che cambia, la musica, le barche, chi passeggia sul lungomare. Si fa un po' di ginnastica dolce in gruppo, che da soli non si farebbe mai. Si festeggiano i compleanni. E c’è anche chi preferisce starsene per conto suo con il giornale: va benissimo così, perché stare in compagnia deve essere una possibilità, non un obbligo.
La famiglia resta al centro
Nessuna nuova amicizia sostituisce i figli e i nipoti. Per questo a Villa Romana le visite non hanno orari: si può passare dopo il lavoro anche solo per un caffè, fermarsi a chiacchierare in terrazza, portare i bambini la domenica. Chi è cresciuto ad Ardea e dintorni o chi semplicemente qui veniva al mare da giovani. Anche questo aiuta a sentirsi a casa.
Un consiglio a chi sta decidendo
Se state valutando una struttura per un vostro caro, quando la visitate non guardate solo le stanze. Guardate gli ospiti: parlano tra loro? Gli operatori li chiamano per nome? C’è qualcuno seduto da solo in un angolo da chissà quanto? Dieci minuti di osservazione dicono più di qualsiasi brochure. Da noi potete venire a vedere quando volete.